L'Adroterapia

L'Adroterapia

Il rapido progresso tecnologico degli ultimi anni ha portato ad un’evoluzione di tutti i settori della medicina e ha influenzato in maniera rilevante la radioterapia oncologica.
 
Oggi una nuova frontiera della radioterapia è rappresentata dall’adroterapia che utilizza protoni e nuclei atomici (chiamati ioni) soggetti alla forza detta ‘nucleare forte’ e per questo motivo chiamati adroni (dal greco adrós, forte), da cui il termine adroterapia.
 
I vantaggi dell’adroterapia rispetto alla terapia tradizionale sono i seguenti:
Il rilascio di energia (e quindi la distruzione delle cellule) selettivo ed efficace per colpire solo le cellule tumorali. Il danno è relativamente modesto all’inizio della penetrazione nel corpo del paziente e solo in prossimità dell’arresto della particella, dove si trova il tumore, si ha notevole rilascio di energia (fenomeno indicato come picco di Bragg), con il vantaggio di minimizzare la distruzione dei tessuti sani, massimizzando quella dei tessuti malati
Il fascio di particelle adroniche resta collimato man mano che esso penetra nel materiale biologico. L’elevata collimazione dei fasci di adroni permette una ulteriore minimizzazione del danno ai tessuti sani
Il meccanismo di rilascio dell’energia per gli adroni causa una grande quantità di rotture nei legami chimici presenti nelle macromolecole biologiche, in particolare nel DNA. Quest’ultimo ha la proprietà di autoripararsi, ma se il numero di legami rotti è eccessivo perde la sua funzione di auto replicarsi e la cellula si inattiva e muore. Nella radioterapia tradizionale il danno al DNA è modesto e ciò non si verifica nell’adroterapia con ioni carbonio nella quale il gran numero di rotture permette di distruggere anche tumori radioresistenti alla terapia tradizionale
L’insieme di questi tre vantaggi comporta una efficacia distruttiva notevole sui tessuti biologici, ragion per cui il bersaglio (tumore) deve essere posizionato con una precisione millimetrica, assai più elevata rispetto alla radioterapia tradizionale.
 
Per eseguire l’adroterapia sono necessari:
un acceleratore di protoni e/o di ioni che produce più fasci di particelle (ne è un esempio l’acceleratore circolare chiamato sincrotrone)
un sistema di trasporto dei fasci nelle sale di trattamento
un sistema estremamente preciso di posizionamento del paziente
un sistema molto accurato di controllo del rilascio di energia (dose)
un piano tridimensionale di trattamento personalizzato sul paziente ottenuto integrando le immagini diagnostiche (TC, RM, PET).
E’ bene specificare che, essendo l’adroterapia una terapia relativamente giovane, le indicazioni consolidate sono ancora limitate a tumori solidi, non infiltranti e fissi e a tumori rari scarsamente responsivi alle tecniche di radioterapia convenzionale. Tra questi: i melanomi dell’uvea, i tumori della base del cranio e della colonna (cordomi, condrosarcomi a basso grado, meningiomi) e alcuni tumori solidi pediatrici.
 
Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), sito in Pavia è l'unico Centro di adroterapia in Italia che utilizza protoni o ioni carbonio per il trattamento di tumori radioresistenti.