Entrectinib, nuovo farmaco contro il cancro.

Entrectinib, nuovo farmaco contro il cancro.

Ideata da ricercatori italiani, la molecola sembra efficace cancro, tumori, entrectinib,
Un nuovo farmaco per contrastare i tumori è stato sviluppato da ricercatori italiani e presentato nel corso del Congresso dell'Associazione americana per la ricerca sul cancro (Aacr).
Lo studio è firmato da scienziati del Centro ricerche di Nerviano, dell'Istituto nazionale dei tumori e del Niguarda Cancer Center. Entrectinib, questo il nome della molecola, inibisce selettivamente le chinasi TRK, ROS e ALK, presenti nei tumori del polmone, del colon, nel neuroblastoma e in altri tumori solidi.
In concomitanza con alterazioni del Dna che ne inducano l'espressione e l'attivazione, ogni chinasi può trasformarsi in un pericoloso oncogene. 
Il congresso Aacr è stato l'occasione per presentare alcuni dati relativi a Entrectinib e a un gruppo di pazienti formato da 119 volontari. Il tasso medio di risposta positiva è stato del 72 per cento. I ricercatori hanno preso in considerazione diversi tipi di cancro: quello al polmone non a piccole cellule, il carcinoma delle ghiandole salivari simil mammario, l'astrocitoma, il carcinoma del colon-retto, il carcinoma delle cellule renali, il melanoma e il fibrosarcoma infantile.
«Le risposte ad Entrectinib, la molecola nata dalla sperimentazione nei nostri tre centri italiani, sono state sorprendenti - commenta il professor Filippo De Braud, direttore del Dipartimento e della divisione di Oncologia medica dell'Istituto nazionale dei tumori -. La maggior parte di queste risposte è stata osservata sin dal primo momento, tra le 4 e le 8 settimane di trattamento». 
«I pazienti con un tumore primario al cervello o con metastasi cerebrali hanno sperimentato l'eccezionale attività intracranica del farmaco. In un caso presentato all’Aacr, un paziente con NSCLC ha mostrato addirittura una forte riduzione del 47% del volume nel tumore del polmone dopo 26 giorni, e allo stesso tempo, le metastasi cerebrali sono completamente scomparse. Dopo quasi un anno, le lesioni polmonari sono diminuite del 79%, e le lesioni cerebrali non si sono ripresentate», spiega Elena Ardini, responsabile del progetto presso il Centro ricerca di Nerviano Medical Sciences.
Salvatore Siena, direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia del Niguarda Cancer Center e professore di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Milano, spiega le caratteristiche del medicinale: «Si tratta di un farmaco della modernissima generazione di inibitori tirosin chinasici che è estremamente potente e selettivo contro meccanismi oncogenici di progressione di tumori con alterazioni molecolari nel loro Dna denominate traslocazioni dei geni NTRK1/2/3, ROS1 e ALK. Abbiamo quindi condotto una sperimentazione clinica di fase 1 cosiddetta "first in humans" in ammalati con tumori del polmone, del colon, e altri tumori meno frequenti, ma che condividono alterazioni molecolari dei geni NTRK1/2/3, ROS1 e ALK. Una sperimentazione analoga è iniziata negli USA al Memorial Sloan-Kettering di New York e al Massachusetts General Hospital di Boston e altre istituzioni. Il bersaglio specifico di Entrectinib è un'alterazione di NTRK1/2/3 oppure ROS1 oppure ALK. È raro, circa l'1% dei casi, ma in malattie molto frequenti come il tumore del polmone, quindi se si considera l'epidemiologia allora la rilevanza dei risultati clinici già positivi in fase 1 non è indifferente - aggiunge Siena -. Nei casi trattati abbiamo registrato una regressione netta con beneficio clinico anche sulle metestasi cerebrali nel 100% dei casi NTR1/2/3-positivi, nell'86% dei casi ROS1-positivi e nel 57% dei casi ALK-positivi. Tutto questo con una terapia ambulatoriale data per bocca con nessuno o scarsi effetti collaterali molto tollerabili. Questi risultati sono ottenuti ina sperimentazione di fase 1, cioè in ammalati che avevano fallito terapie precedenti».